Consueto “mosaico” di virus respiratori. L’influenza può ancora causare sintomi gravi a chi è più vulnerabile, ma gli strumenti non mancano: vaccino e co-vaccinazione COVID-19 per chi indicato, attenzione ai primi segnali di complicazione e alle buone abitudini

La stagione influenzale 2025–26 si apre con un cambio importante nel monitoraggio: i medici sentinella e i laboratori italiani osservano non solo l’“influenza vera e propria”, ma l’intero spettro delle infezioni respiratorie acute (ARI), che includono anche RSV, SARS-CoV-2, rinovirus e adenovirus. Tradotto: più attenzione ai quadri clinici reali e ai virus che, insieme o a ondate alterne, riempiono studi medici e pronto soccorso tra fine autunno e inverno. In questo scenario, a preoccupare sono le forme più aggressive, specie in anziani, fragili e bambini, perché possono evolvere in polmoniti, insufficienza respiratoria o riacutizzazioni di patologie croniche.

A lanciare l’allarme, Fabrizio Pregliasco (Università di Milano): “Quest’anno in Italia i casi di influenza potrebbero raggiungere numeri non superiori a quelli dello scorso anno con circa 15–16 milioni di contagi, con rischi soprattutto per i più fragili”. “Il vaccino è utile per tutti, anche perché un’influenza forte può bloccare le nostre attività quotidiane”.

Cosa sappiamo adesso: virus in circolazione e segnali dall’estero

A inizio ottobre in Giappone è stata dichiarata l’epidemia stagionale; in Australia (stagione 2025) spicca l’alto peso di influenza B. Non è un oroscopo virale, ma eventi del genere aiutano a tarare l’allerta in Europa su cosa può diventare predominante in inverno.

  • Influenza A (H1N1pdm09 e H3N2) resta il “motore” delle stagioni più pesanti: l’aggressività clinica dipende dal ceppo, ma soprattutto dall’ospite (età, malattie concomitanti, gravidanza, stato vaccinale).
  • Influenza B (Victoria) ha pesato molto nell’emisfero sud nel 2025, con impatto pediatrico: è un segnale utile per l’inverno europeo.
  • RSV (Virus Respiratorio Sinciziale): bronchioliti nei più piccoli, riacutizzazioni e polmoniti negli anziani.
  • SARS-CoV-2 continua a circolare a bassa–moderata intensità, con ondate localizzate che possono sovrapporsi all’influenza.

Sintomi: come riconoscere l’influenza

“L’influenza vera e propria – ha spiegato Pregliasco nelle parole riportate da La Repubblica – si distingue per la febbre improvvisa e alta, sopra i 38°C; per la comparsa di almeno un sintomo respiratorio tra naso chiuso o che cola, gola infiammata, occhi arrossati; e per almeno un sintomo sistemico, come dolori muscolari, articolari, spossatezza marcata”.

Influenza “vera”: esordio brusco con:

  • febbre alta (spesso oltre 38);
  • almeno un sintomo respiratorio (tosse, mal di gola, naso chiuso/che cola);
  • almeno un sintomo sistemico (dolori muscolari/articolari, brividi, forte spossatezza).
  • Incubazione: 2–3 giorni. Durata: fase acuta circa 5 giorni; la stanchezza può trascinarsi oltre.

Raffreddore comune: febbre assente o lieve, naso e gola protagonisti, andamento più blando.

COVID-19: quadro oggi perlopiù simil-influenzale ma con più mal di gola e tosse persistente; possibile alterazione di gusto/olfatto.

RSV: nei bimbi piccoli attenzione a respiro affannoso, rientramenti intercostali, difficoltà ad alimentarsi.

Perché si parla di “forme più aggressive”

“Aggressiva” non significa necessariamente un virus “mutato” o più cattivo in assoluto: vuol dire malattia clinicamente più severa nell’ospite che la contrae. Il rischio cresce con:

  • età avanzata (soprattutto over 65);
  • patologie croniche (cuore, polmoni, diabete, insufficienza renale, immunodeficienze);
  • gravidanza;
  • assenza di vaccinazione nell’ultima stagione;
  • co-infezioni (influenza + batteri, o influenza + altri virus).

Nella stagione scorsa, i casi gravi confermati da influenza in Italia sono stati alcune centinaia con oltre un centinaio di decessi: numeri che, pur variando di anno in anno, ricordano perché la prevenzione resti la prima arma.

Vaccini antinfluenzali 2025–26

Secondo Pregliasco, “La vaccinazione antinfluenzale, spesso sottovalutata, resta uno strumento chiave per limitare la circolazione del virus e prevenire forme gravi”.

“Il vaccino è utile per tutti, anche perché un’influenza forte può bloccare le nostre attività quotidiane. Ma è fortemente raccomandato per gli anziani e i fragili di ogni età”.

Sulla co-somministrazione con COVID-19: “Una soluzione consigliata per ottimizzare la protezione nei mesi più critici”.

  • Composizione (emisfero nord): ceppi A/H1N1pdm09, A/H3N2 e B/Victoria. Il ceppo B/Yamagata non è incluso perché non circola più da tempo. I produttori impiegano tecnologie a uovo, cell-based o ricombinanti; i ceppi possono avere denominazioni tecniche diverse ma puntano agli stessi bersagli antigenici. Ecco la mappa dei vaccini e per chi sono consigliati/raccomandati:
  • Adulti sani sotto i 65 anni: vaccini standard (quadrivalenti/trivalenti a seconda dell’offerta regionale).
  • Over 65 anni e fragili di ogni età: preferibili adiuvati (MF59) e/o ad alto dosaggio, per una risposta immunitaria più robusta.
  • Bambini idonei: disponibile lo spray nasale vivo attenuato (LAIV) dove previsto.
  • Gravidanza: raccomandato il vaccino in qualunque trimestre (protegge mamma e neonato).

Ottobre–novembre è la finestra ideale, ma vaccinarsi resta utile finché la curva sale. Co-somministrazione con il vaccino COVID-19 aggiornatο è possibile nella stessa seduta per le categorie eleggibili. Il pieno effetto arriva dopo circa 2 settimane.

L’efficacia varia per ceppo, età e stagione. Anche quando non perfetta nel prevenire il contagio, la vaccinazione riduce nettamente forme gravi e complicanze: è qui che fa la differenza, soprattutto per anziani e fragili. Per COVID-19 e RSVA:

  • COVID-19: campagne con vaccini aggiornati alle varianti circolanti; richiamo raccomandato per anziani, fragili, operatori sanitari e altre categorie a rischio. Compatibile la somministrazione insieme all’antinfluenzale.
  • RSV: nei neonati è disponibile la protezione con nirsevimab (anticorpo monoclonale) nella prima stagione di esposizione; per anziani sono autorizzati vaccini specifici, oggetto di raccomandazioni nazionali.

Terapie: antivirali sì, ma a chi servono e quando

Gli antivirali contro l’influenza (oseltamivir, zanamivir, peramivir e baloxavir) vanno prescritti dal medico e funzionano meglio se avviati entro 48 ore dall’esordio, oppure in caso di malattia grave/ricovero o alto rischio di complicanze.

  • Antibiotici: non servono contro i virus; si usano solo se il medico sospetta una sovrainfezione batterica.
  • Antipiretici/analgesici: paracetamolo o ibuprofene per febbre e dolori, rispettando dosi e controindicazioni. Evitare di “mascherare” la febbre per tornare a scuola o al lavoro: si contagia comunque.

“Si sta purtroppo diffondendo un’abitudine discutibile, spesso dettata da esigenze lavorative, che spinge molti genitori a mandare i propri figli a scuola con la febbre, magari dopo averli dato del paracetamolo per abbassare temporaneamente la temperatura”, spiega Pregliasco. “Non bisogna assolutamente farlo: in primis perché l’effetto del paracetamolo è temporaneo e quindi, dopo un’iniziale miglioramento, il bambino sta di nuovo male ed è preferibile che stia a casa; poi perché, in questo modo, si espongono anche altri bambini al contagio e con loro anche altre famiglie, nonni…”.

Prevenzione quotidiana: le regole che fanno davvero la differenza

  • Vaccinarsi protegge dalle forme gravi; buon senso e igiene limitano i contagi.
  • Restare a casa con febbre o sintomi importanti; rientrare quando si è sfebbrati da 24 ore e ci si sente in ripresa.
  • Mascherina consigliata in ambienti affollati nelle settimane di picco e fortemente raccomandata se si è sintomatici e si convivono nonni o fragili. Arieggiare spesso gli ambienti, soprattutto in scuole, uffici, mezzi pubblici.
  • Lavaggio mani e igiene respiratoria (starnuti/tosse nel gomito, fazzoletti monouso).
  • Vaccinazioni: antinfluenzale per i target raccomandati; pneumococcica per over-65 e fragili secondo calendario.

Secondo Pregliasco, la prima raccomandazione “è quella di lavarsi frequentemente le mani. Poi si raccomanda di arieggiare gli ambienti chiusi, soprattutto quelli affollati, come le classi a scuola. E, anche se non piacerà a molti perché ci ricorda i tempi bui della pandemia, si consiglia anche l’uso della mascherina nei luoghi pubblici: una forma di prevenzione per sé stessi e, se si è sintomatici, una forma di rispetto e solidarietà verso gli altri, in particolare le persone fragili”. Su quest’ultimo punto, “Sono consapevole dell’importanza del ruolo che i nonni rivestono in moltissime famiglie, magari come ‘baby sitter’, ma bisogna evitare i contatti in caso di sospetta influenza”. “Per questo bisogna proteggere i nonni, rinunciando ai contatti se si sta male”.

Bambini e scuola: cosa devono sapere i genitori

I più piccoli sono spesso i primi “amplificatori” dei virus respiratori. Qualche regola salva-classe:

  • niente scuola con febbre o malessere marcato;
  • idratazione, riposo e controllo della temperatura;
  • valutare con il pediatra spray nasale (se eleggibile) o vaccinazione iniettabile secondo età e condizioni;
  • rientro quando i sintomi sono in netto miglioramento e non c’è febbre da almeno 24 ore senza antipiretici.

Box pratico: quando chiamare il medico

In generale, i sintomi influenzali si gestiscono a casa. Serve assistenza rapida se compaiono:

  • Dispnea o difficoltà a respirare, dolore toracico, confusione
  • Febbre alta persistente oltre 3 giorni o che ricompare dopo un miglioramento
  • Segni di disidratazione (poca diuresi, sete intensa, capogiri)
  • Peggioramento in anziani, gravidanza, immunodepressi, bambini molto piccoli o in presenza di importanti patologie croniche.

L’autunno 2025 ci rimette davanti al consueto “mosaico” di virus respiratori. L’influenza può ancora essere cattiva con chi è più vulnerabile, ma gli strumenti non mancano: vaccino (meglio se con formulazione potenziata negli anziani), co-vaccinazione COVID-19 per chi indicato, attenzione ai primi segnali di complicazione e buone abitudini che, sommate, contano davvero. L’obiettivo è evitare le forme aggressive e tenere aperta, per tutti, una stagione che vogliamo il più possibile normale.

Fonte: italiaoggi.it